Tiziana Rinaldi
Il pensiero di Tiziana Rinaldi su "La conquista della felicità – Dialogo tra Bertrand Russell e Cassiopea"

Un weekend a Trento in cerca della felicità

Visto il 27/01/2018 | Spazio OFF, Trento

Tutto è nato ad ottobre in occasione del Festival dello Spettatore, la bellissima iniziativa che ha visto riuniti ad Arezzo gruppi di spettatori provenienti da tutta Italia. Noi Spettatori Erranti aretini abbiamo conosciuto altri spettatori che dal Sud al Nord della penisola sono giunti ad Arezzo per confrontarci sulla nostra esperienza di “spettatori attivi” e guardare insieme alcuni spettacoli. È nato così il desiderio di rivedersi e di creare nuove occasioni di incontro in altre città.

Ed eccoci qui, a Trento, con il mitico gruppo dei Trentatré Trentini coordinato da Daniele Filosi. L’occasione è lo spettacolo La conquista della Felicità. Dialogo tra Bertrand Russell e Cassiopea, scritto e diretto da Maura Pettorruso e interpretato da Stefano Pietro Detassis.

Alle 10:40 di sabato 27 gennaio io, Gabriella e Silvana scendiamo dalla Freccia Argento (siamo partite all’alba!) e Trento ci accoglie con un sole splendente in un bellissimo cielo azzurro sopra la cornice di montagne innevate e una temperatura quasi mite che ci rende subito felici e pronte a partire alla scoperta della città. Visitiamo il Castello del Buonconsiglio e gli stupendi affreschi di Torre Aquila, la Cattedrale e alcuni palazzi, e passeggiamo per le eleganti vie del centro storico in un’atmosfera tranquilla e ordinata.

Nel pomeriggio, in una delle pasticcerie storiche del centro, incontriamo Daniele, il coordinatore dei Trentatré Trentini, e Bruna, una delle spettatrici del gruppo. Siamo felici di rivederci e di scambiarci notizie sul procedere delle nostre attività di spettatori. Lo spettacolo che vedremo la sera è alla 14° replica e il gruppo lo ha già visto, ma avremo modo il giorno successivo di confrontarci con loro.

Ci dirigiamo allo Spazio Off, dove è in corso un incontro con una scolaresca che la sera parteciperà alla visione dello spettacolo. Già il posto ci sorprende: una vecchia officina meccanica riadattata ad accogliente e intimo spazio teatrale, luogo di ricerca e sperimentazione. Ha solo 50 posti, ma questa sua “piccolezza” più che essere un limite ci appare come un invito ad assumerci la responsabilità di occupare uno di quei posti. Varcando l’ingresso mi sento un ospite atteso, accolto da oggetti e immagini evocative che mi fanno già immergere nello spettacolo: nell’angolo un pianoforte con sopra i bicchieri e le bottiglie di Nosiola che verranno stappate per il brindisi dopo lo spettacolo.

Pubblico e palco sono vicinissimi. Bertrand Russell è lì, su una pedana obliqua ricoperta di terra, e comincia il suo monologo-dialogo con Cassiopea ripercorrendo la sua vita, i principi che l’hanno ispirata e i temi per cui ha lottato. Lo sforzo visibile e necessario per stare in equilibrio su quella pedana diviene metafora di una lunga vita dominata da una continua e difficile ricerca di senso e di verità; ricerca portata avanti in modi e direzioni talvolta contraddittorie, ma mai interrotta e sempre in maniera appassionata, con forse l’unica convinzione che dubbi e domande possano essere più importanti di certezze e risposte.

Il testo scritto da Maura utilizzando quasi integralmente gli scritti di Russell rende mirabilmente la profonda umanità di questo matematico, filosofo, letterato e attivista che è stato innanzitutto un essere umano, costantemente in bilico tra l’immensità dell’universo e la finitezza della terra, tra la ricerca di un principio assoluto e l’incomprensibilità dell’animo umano, tra l’ordine e il caos.

In questa ricerca si inserisce anche la ricerca della felicità, legittima aspirazione di ogni essere umano, e anche qui ci sono più domande che risposte, perché, come dice Russell, “Finché c’è vita c’è speranza. Finché c’è vita c’è dolore”. Una possibile direzione pare indicarcela proprio il finale, con un bianco fiore che sboccia dalla scura terra.

È uno spettacolo intenso ed emozionante.

Dopo gli applausi, il brindisi e i complimenti, noi Spettatrici Erranti abbiamo il privilegio di poter cenare con Stefano, Maura e Daniele e poter scambiare con loro impressioni e riflessioni gustando cibi e vini trentini. E a notte fonda andare a dormire portando nei nostri sogni le mille emozioni di una giornata che pare non finire mai!

Il mattino successivo, dopo un bel sonno ristoratore, ci attende una nuova giornata di sole. Andiamo a visitare il MUSE (Museo delle scienze) e qui ammirare la bellezza e la complessità della natura in cui viviamo ci riporta a quell’aspirazione all’infinito che è in ognuno di noi.

Nel primo pomeriggio finalmente l’incontro con il grande gruppo dei Trentatré Trentini. Abbracci, scambi, informazioni, progetti, nuove conoscenze. C’è una bellissima atmosfera. La sera precedente Russell, parlando della guerra contro cui ha combattuto attivamente fino a finire in prigione, ha detto: “Bisogna insegnare la bellezza, non l’odio! Per creare sentimenti di amicizia che travalichino le frontiere!” E io ora penso che proprio nell’incontro con gli altri e nella possibilità di conoscenza e scambio stia la possibilità di fare piccoli passi nella direzione della felicità. E questo anche grazie al teatro.

Nel foyer del Teatro Sociale scattiamo una bella foto di gruppo. I Trentini vanno a vedere un nuovo spettacolo, che darà loro nuovi stimoli di riflessione e scambio. Per noi è arrivato il momento di riprendere il treno che ci riporterà ad Arezzo, con il cuore pieno di emozioni e di gioia. Grazie per queste belle giornate!

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