Lidia Benedetti
Il pensiero di Lidia Benedetti su "L’Abisso"

Un racconto che è diventato vita

Visto il 13/02/2019 | Auditorium Le Fornaci, Terranuova Bracciolini

Davide Enia racconta l’arrivo dei migranti a Lampedusa assumendo un punto di vista personale. Ci racconta molto di sè, del rapporto con suo padre, con suo zio, con gli amici che lo ospitano a Lampedusa e che lo conducono al Porto. Sono gli stessi che sono intervenuti in soccorso dei migranti durante uno dei naufragi. Ogni cosa nel racconto diventa umana, visceramente umana. Si incrociano sofferenze diverse, quelle dei migranti, quelle della famiglia dell’autore di fronte alla morte di un familiare, ma alla fine si comprende come nella sofferenza siamo tutti simili, spaventati, fragili.

Un’immagine mi rimane viva nella mente, il ragazzino che vola tra le onde, mi pare di vederlo tra il buio e le onde, e rimango con il fiato sospeso.

Avevo letto il libro “Appunti per un naufragio” di Enia, da cui è tratto lo spettacolo. Sono rimasta particolarmente colpita da come il testo sulla scena è diventato corpo, musica, ritmo. Quasi non lo riconoscevo, da racconto è diventato vita.

  • 20190213
  • Terranuova Bracciolini
  • Auditorium Le Fornaci