Silvana Agnelli
Il pensiero di Silvana Agnelli su "Fidelis Fortibus"

Lo struggente Circo Ronaldo

Visto il 24/09/2016 | Terni Festival, Terni

Ciò che mi ha colpito molto dello spettacolo Fidelis Fortibus del Circo Ronaldo è che ha saputo mettere in luce quello che è per me una caratteristica che ho sempre sentito nel circo: la melanconia. Parlando con le mie amiche spettatrici ho riscontrato che anche per loro il circo, dietro tutti gli aspetti di “meraviglioso”, di divertente, ha in sé un aspetto nostalgico, quasi triste, che non saprei ben descrivere. Lo spettacolo visto a Terni ha in qualche modo fatto emergere queste “note”.
All’interno di un tendone da circo siamo accolti da un presentatore (Danni Ronaldo), unico superstite di una compagnia di giro in cui sono tutti morti. Sulla pista ci sono le tombe del trapezista, della ballerina, del clown… Non è rimasto nessuno, solo lui, Ronaldo, che introduce lo spettacolo ripetendo che in questo circo “non c’è niente da ridere”.
Mi ha colpito fin da subito che tra il pubblico c’era chi rideva moltissimo, quasi ostentatamente, e chi invece era spiazzato. In fondo sotto un tendone da circo ci si aspetta di ridere, per certi aspetti si vuole ridere, ma in questo spettacolo la risata era ben diversa da quella che ci si aspettava: i momenti divertenti nascevano dalla capacità dell’artista di creare una situazione assurda e straniante. È stato uno spettacolo tragico e comico, a tratti mi sono quasi commossa, a tratti l’ho trovato esilarante.
Usando le tecniche e gli attrezzi del circo che conosciamo, accennando anche dei numeri illusionistici e acrobazie, in certi casi volutamente fallimentari, Ronaldo ha raccontato una storia alludendo costantemente alla fine di qualcosa. In scena c’era solo lui, ma in qualche modo ci faceva vedere e immaginare quando quello stesso tendone era animato da tanti artisti, quando l’orchestra che noi sentivamo da lontano suonava dal vivo.
Gli elementi del circo ci sono tutti, ma sembra che abbiano esaurito la capacità di divertire e allora Ronaldo li rimescola, li riusa, li combina in altro modo per costruire qualcosa di nuovo, altrettanto sorprendente, poetico e “meraviglioso”, ma stavolta struggente.


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