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Il pensiero di Teatro in classe su "Geppetto e Geppetto"

“Geppetto e Geppetto” di Tindaro Granata

Visto il 14/03/2017 | Teatro Arena del Sole, Bologna

Geppetto e Geppetto tratta una tematica molto attuale e delicata: la possibilità per gli omosessuali di avere figli.
Lo spettacolo racconta la storia di Tony e Luca, una coppia omosessuale che dopo dieci anni di convivenza decide di avere un figlio ricorrendo alla maternità surrogata. All’attenzione del pubblico vengono proposti diversi punti di vista sull’argomento. Fin dalle prime battute, infatti, si può notare come gli aspiranti padri abbiano pareri contrastanti e molteplici dubbi riguardo alla scelta di avere un figlio.
La rappresentazione si apre mentre i due affrontano il primo colloquio con l’agenzia che dovrebbe aiutarli ad avere un bambino: un colloquio che sembra, in realtà, un interrogatorio che li mette decisamente a disagio. Attraverso le battute, il costante nervosismo e le parole rivolte direttamente al pubblico, si colgono molto bene le perplessità di chi vive tale situazione. I personaggi riflettono sulle conseguenze di questa scelta (la maternità surrogata d’altra parte comporta lo sfruttamento di una donna che si sottopone a questa pratica per necessità), esprimono dubbi, temono il giudizio delle persone vicine, hanno paura che il bambino venga paragonato all’acquisto di un bene, a un capriccio.
Un’altra scena molto significativa è quella in cui Tony va a trovare la madre per confidarle il desiderio, suo e del suo compagno, di avere un figlio. Tra i due inizia una discussione sofferta, piena di rabbia e dolore, poiché è proprio lei a mettere in evidenza l’innaturalità della scelta che il figlio vuole compiere. La donna è convinta che un bambino abbia bisogno di una figura maschile e una femminile, che sottrarre un figlio a colei che lo ha messo al mondo sia un gesto crudele e ignobile e che il bambino sarebbe certamente vittima di pregiudizi e discriminazioni. Inoltre, si domanda la donna, di chi sarebbe figlio?
Nonostante tutto, il figlio viene concepito e i padri (Papo e Papi) lo accolgono con grande amore. Passa il tempo e il bambino frequenta le scuole elementari. Durante una cena di Natale i vicini sembrano non voler abbassare la musica che disturba la quiete della famiglia. Inizialmente Papo e Papi chiedono gentilmente di chiudere la finestra, ma in risposta ricevono un alzarsi progressivo della musica. Questo porta a una discussione che finisce con insulti rivolti ai rumorosi vicini: ormai non si tratta più della musica troppo alta, ma dello scontro costante con la realtà esterna che non li accetta. La musica si alza sempre di più entrando nel cuore degli spettatori come un disagio gridato.
La scenografia è caratterizzata dalla presenza di arredi essenziali, quali un tavolo e poche sedie che, scena dopo scena, rappresentano le varie ambientazioni della storia. I costumi hanno aiutato il pubblico a riconoscere i vari personaggi (sulle maglie erano indicati il nome o il ruolo) e allo stesso tempo hanno reso la storia più universale e rappresentativa della condizione di molte persone. Geppetto e Geppetto è uno spettacolo semplice e genuino, che ha reso emblematica la situazione presentata riuscendo a dare speranza per un futuro che si può prospettare migliore, a dare nuove idee ai giovani, a fornire nuovi punti di vista agli adulti e agli anziani e un futuro ai bambini.

La rubrica: noi tra palco e realtà

Con Geppetto e Geppetto il regista ha deciso di mettere in scena un tema molto attuale e discusso: i diversi tipi di famiglie, i rapporti all’interno di esse e la maternità surrogata per dare modo alle coppie gay di avere un figlio.
Al giorno d’oggi la società italiana non garantisce a coppie dello stesso sesso determinati diritti, come quello di avere un figlio, ed è caratterizzata da stereotipi e pregiudizi sull’omosessualità. Nello spettacolo la madre di Tony, che rappresenta una persona dalla mentalità chiusa, pensa sia contro natura che due uomini possano avere un figlio e la maestra, anche se giovane, non riesce a liberarsi del tutto dei pregiudizi, pur cercando di educare i bambini a una maggiore apertura mentale.
Questo spettacolo ci ha fatto capire che non hanno importanza i legami di sangue, in quanto un figlio è di chi lo cresce e di chi lo ama, perché sono queste le cose che fanno diventare una persona ciò che è. In una società che ti incita a essere te stesso e a manifestare i tuoi pensieri, troviamo un po’ contraddittorio che non vengano forniti agli omosessuali gli stessi diritti.

a cura dell’Istituto Enrico Mattei di San Lazzaro di Savena
CLASSE 2 GL IIS Enrico Mattei. Docente: prof.ssa Antonella Varani


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