“Questi ragazzi sono il sale della vita”, ecco la frase che mi sento di celebrare in ricordo dell’incontro con Dario D’Ambrosio.
La dichiarazione riferita ai giovani con disabilità sia fisiche che psicologiche, è la commovente affermazione di un uomo che crede nella solidarietà.
Spesso le persone pensano che il modo migliore di integrare chi è diverso sia applicare lo stereotipo per il quale siamo tutti uguali, e questo è giusto; però bisogna pensare a quanto il mondo possa essere povero ed evoluzionisticamente debole senza varietà.
Esistono disabilità gravi, anche pericolose che necessitano cura, però non si dovrebbero sopprimere quelle che sono difficoltà espressive che potrebbero semplicemente essere corrette e sfruttate per insaporire la vita.
In questo, il teatro dà un supporto fondamentale, a chi è banalmente definito non normale, ma anche a chi è definito normale e ha solo la necessità di aumentare la propria estroversione, coordinazione o concentrazione.
Quando si parla di recitazione non si possono fare distinzioni biologiche, tutti possono recitare e dare sale all’arte, alla ricerca e alla vita ognuno con le sue peculiarità.

 

di Jasmine Giannini